NAPOLITANO GRAZIA SALLUSTI

 

 

 

 

 

 

 

 

Il presidente Paul von Hindenburg Giorgio Napolitano, noto distributore di grazie, anche a se stesso, ha deciso di concedere il beneficio anche a Julius Streicher Alessandro Sallusti, noto istigatore d’odio del Terzo Reich Terza Repubblica già condannato dal tribunale di Norimberga Milano.

L’istigatore d’odio è quello di destra.

 

LA VENDETTA DEI TEDESCHI

Pensavate che la doppietta di Balotelli ai recenti Europei fosse stata digerita dai Tedeschi?

I nostri vicini del nord non sono un popolo impulsivo, ed il loro momentaneo silenzio era stato male interpretato dai più come un riconoscimento della nostra superiorità calcistica. Poveri illusi.

Dopo una settimana, ecco il Bild che lancia un grande concorso fotografico presso i suoi lettori: fatevi una foto in “posa Balotelli”, mandatela al [email protected], e pubblicheremo quelle più divertenti. Se siete donne, meglio, soprattutto se siete ex atlete DDR.

La posta in palio è sostanziosa: 250 euro per ogni foto pubblicata nell’edizione nazionale. I più smilzi si possono consolare con i 50 euro per la pubblicazione in una edizione cittadina.

 

Spagna in crisi

 

La crisi economica in Spagna è un argomento di conversazione di tutti i giorni. Non si fa altro che rimpiangere i bei tempi passati, magari associati a regimi politici meno democratici di quello presente, quando non ci mancava nulla.

Queste discussioni si ascoltano spesso in tutti i bar e le caffetterie di Madrid, di fronte ad un bel boccale di birra e ad una razione maxi di calamari, seppioline o, per i più poveri, patate fritte.

Infatti la crisi in Spagna, prima ancora che al portafoglio, ha dato alla testa. I famosi giovani che, a dire delle statistiche, sono disoccupati per il 40%, affollano questi posti ameni lasciando all’esercente un 20 euro a cranio mance comprese. E se consideriamo che a Madrid esiste un bar o ristorante ogni 170 abitanti, si capisce subito che in troppi stanno esagerando.

Ma il madrileno, soprattutto quello di arricchimento recente, non abbandona facilmente il suo retaggio culturale di fanfaroneria, per cui una scena come quella della foto è più frequente di quanto si possa pensare.

Un Madrileno si è infatti comprato da poco una bellissima Mercedes, che esibisce come un trofeo in un quartiere semi-periferico. Ma l’ansia di lasciare il gioiello incustodito è grande, per cui, con una ragionamento mentale simile a quello che nel cane uno scampanellio provoca la salivazione, applica un antifurto a bastonazzo nella speranza di dissuadere i malintenzionati.

A un proprietario di Mercedes in un paese industrializzato ciò provocherà un violento attacco di risate, ma è giusto spiegare agli altri il perché.

Chi compra o possiede un Mercedes snobba l’antifurto, preferendo una buona assicurazione contro il furto, che ne coprirà il valore integrale in caso di evento infausto.

Inoltre, se proprio bisogna (molto a malincuore) scelgliere un antifurto, allora ce ne sono di più efficienti rispetto ad un bastonazzo che è neutralizzabile in 57 secondi (così scriveva Quattroruote in un suo articolo tempo fa) e che lascia segni sul cruscotto e sul volante.

Infatti il proprietario di questo bolide aveva prima una SEAT 600 (versione minimale spagnola della nostra FIAT 600) senza bloccasterzo, per cui non poteva assolutamente prevedere che le Mercedes del terzo millennio lo potessero avere.

Sono sicuro che, frugando nel bagagliaio, troveremmo un plaid non lavato dal 1964, catene da neve adatte alla 600, una damigiana di vino andato in aceto, ed un portapacchi arrugginito smontato che una volta sorreggeva quella damigiana.

PAESAGGI ROMAGNOLI

Le zona di sosta azzurre dotate di parchimetro non sono mai state amate, e gli ausiliari di traffico sono considerati con ragione una versione italiana dei tonton macoute che una volta affliggevano la povera Haiti. Entrambi infatti si procuravano da vivere con gli strumenti illegali che l’autorità pubblica ha dato loro per vessare inermi cittadini.

La neve di questi giorni ha reso impraticabili la maggior parte delle piazzole di sosta azzurre, ed il sindaco del paesello romagnolo è molto preoccupato, non già della sicurezza stradale ma per le perdite di incassi dovute al rifiuto dei tonton ad andare di ronda, perché la neve, se respirata, potrebbe trasformarli in zombi.

Allora il romagnolo si prende la sua piccola rivincita e si riappropria di uno spazio che aveva perduto, presidiandolo con sedie e scope, e magari appostandosi dietro la finestra di casa come un cecchino.

Megaupload censurato

megaupload censurato

Volevo vedere come andava a finire il film Agente Smart. Su megaupload, senza pagare, non si poteva vedere il film tutto intero di seguito senza una lunga pausa, ma al momento di ricollegarmi mi sono ritrovato con questo simpatico messaggio.

Forse un giorno, guardando questi simboli, faremo la stessa faccia che facciamo ora quando vediamo un paio di esse runiche una accanto all’altra, o un’aquila di un tipo diverso.

Sto esagerando? Tutto questo ripetere di cospiracy mi fa comunque venire i brividi.

 

La nuova Legge Reale bis

HEIL SILVIO

Gli effetti della manifestazione di sabato scorso a Roma non si faranno attendere.
Ecco a voi in esclusiva anteprima il testo integrale, della legge che inaugurerà in Italia  la Terza Repubblica.

Salvelox II

 

Decreto del Presidente del Reich per la protezione della popolazione e dello stato.

Basandosi sull'articolo 48 sottosezione 2 della Costituzione, per il quale il Reichpresident può prendere qualsiasi misura necessaria per rimediare ai pericoli della sicurezza pubblica:

« Gli articoli 114, 115, 117, 118, 123, 124 e 153 della costituzione sono sospesi fino ad ulteriore avviso. È pertanto possibile: restringere i diritti di libertà personale [si intende l'habeas corpus], libertà di espressione, compresa la libertà di stampa, la libertà di organizzazione ed assemblea, la riservatezza di corrispondenza, posta, telegrammi e telefonate, ordinare perquisizioni e confische e limitare la proprietà, anche se questo non è altrimenti previsto dalla legge attuale. »

     Diese Verordnung tritt mit dem Tage der Verkündung in Kraft.

     Berlin, den 28. Februar 1933.


Der Reichspräsident
von Hindenburg

Der Reichskanzler
Adolf Hitler

Der Reichsminister des Innern
Frick

Der Reichsminister der Justiz
Dr. Gürtner

Ancora giochi

MONOPOLI EDIZIONE NORIMBERGA


Monopoli edizione Norimberga

 

Il mio compleanno precede l'inizio della scuola. L'ultimo momento di quiete prima della guerra.

Quest'anno, il regalo è stato veramente fuori dal comune: il Monopoli tedesco edizione di Norimberga.

Fra le decine di versioni disponibili, in Germania esistono anche le edizioni cittadine. I luoghi celebri della città preferita sono immortalati nel tabellone con le loro foto, e questo è sicuramente più entusiasmante che trafficare con i troppo astratti Vicolo Stretto o Viale dei Giardini.

Norimberga ha consegnato luoghi importantissimi alla storia dell'umanità. Vi ricordate i Maestri Cantori? C'è la Richard-Wagner-Strasse. Il fanatico nazista ritroverà felice lo Zeppelinfeld perfettamente restaurato, pronto per nuove adunate. Rimarrà invece deluso chi cerca il tribunale del famoso processo: né lo Justizgebäude, né la Fürtherstrasse sono raffigurati.

L'equivalente del Parco della Vittoria è la bella Königstrasse, mentre l'umile Vicolo Corto ha l'impronunciabile nome di Hauptmarkt.

Il disegno del tabellone è diverso da quello italiano, e ricorda più da vicino l'originale americano. I segnalini sono metallici ed in stile anni '30, di quando il Monopoli è nato e si è diffuso nel mondo. Le carte degli imprevisti e delle probabilità (Ereignis- und Gemeischaftskarten) raffigurano anche Mr. Monopoly, con l'espressione afflitta quando deve pagare, ed euforica quando incassa. Questo aiuta notevolmente il giocatore italiano a digiuno di lingua tedesca, impedendogli di essere truffato dall'avversario germanofono, anche perché non c'è una corrispendenza perfetta con i contenuti della versione italiana.

Il regolamento è notevolmente più stringato ed ambiguo di quello italiano, e termina con un ordine perentorio di rispettare le regole originali, senza inventare varianti casalighe.

Rispetto alla versione italiana che tutti conosciamo, ci sono alcune varianti che trovo molto divertenti. Innanzitutto l'ammontare dei soldi distribuiti ai giocatori all'inizio è fisso e non legato al numero dei giocatori, per cui non c'è bisogno di consultare le regole ogni volta. Tutti poi cominciano a giocare senza proprietà, e si evita di fare dei noiosissimi calcoli di quanto bisogna pagare per quelle, oltre che ad imprecare col fortunato che, senza spettinarsi, può cominciare a costruire, ancora prima di iniziare, sui lotti dello stesso colore che la sorte gli ha assegnato.

Ma la variante decisiva è quella del 3° dado rosso chiamato Tempo. Veramente una bella trovata.

Il dado rosso raffigura sulle sue facce i numeri 1, 2, 3; un autobus, e Mr Monopoly su 2 facce.

Si tira assieme agli altri 2 dadi soliti (salvo se siete in prigione e tentate di evadere), e cambia i risultati in questa maniera: i numeri 1, 2 e 3 si sommano agli altri 2; l'autobus concede al giocatore la scelta se avanzare il numero di caselle determinato dal 1° dado, dal 2° dado, o dalla somma dei 2; infine, Mr Monopoly ti permette, dopo aver giocato il turno normalmente, di avanzare fino alla prossima proprietà libera, e se è tutto occupato, si avanza fino alla prossima proprietà, per cui in colpo solo potete fermarvi in 2 proprietà vicine avversarie, ed allora sarete nei guai.

Infine, in caso di numero triplo, si andrà in una casella a piacere. Si passa dal Via? Le regole tacciono.

Insomma, preferisco decisamente questa versione a quella standard italiana: provate a esigere il pagamento a chi si è fermato sulla vostra Tiergärtnertorplatz senza ridere per 5 minuti di seguito .

 

Parla papà

IL WARGAME


Wargame
 

22 giugno 1941: nel 70° anniversario dell'attacco della Germania nazista all'Unione Sovietica abbiamo rispolverato un vecchio wargame, the Russian Campaign, un gioco da tavolo che tratta proprio dell'argomento.

Ma cos'è un wargame?

Un vero wargame non ha nulla a che vedere con Risiko. E' molto più complesso perché cerca di riprodurre un conflitto in maniera molto più realistica. Per questo i wargame hanno una diffusione molto scarsa, con pochi appassionati non più giovani, e per giunta in difficoltà a trovare avversari per il loro gioco preferito.

Ma la ricorrenza è un richiamo troppo forte, per cui abbiamo occupato l'intera scrivania con la grande mappa esagonale che va da Berlino, alla Finlandia, al Caucaso, a Stalingrado e oltre.

Un paio d'ore sono necessarie per l'esatto schieramento dei due enormi eserciti in ordine di battaglia, e questo dettaglio ci fa capire uno dei motivi della sua scarsa diffusione: c'è da collocare un buon centinaio di pedine, tutte diverse le une dalle altre, in posizioni ben precise. Ci sono anche quelle di Hitler e Stalin, con tanto di svastica e falce e martello, ma hanno una funzione quasi esclusivamente decorativa.

Finito il puzzle, può cominciare la guerra. I belligeranti dispongono di unità di fanteria, truppe corazzate, aerei, ecc., ognuna con un diverso fattore di attacco, difesa, movimento, rifornimento, ecc. che si muovono su una mappa sterminata con laghi, fiumi, montagne, città, ecc., ognuno dei quali ha un diverso effetto sul movimento, combattimento, ecc., e dopo altre 8-10 ore sapremo finalmente se il giocatore tedesco è riuscito a cambiare la storia, oppure no.

Per le orecchie di un appassionato, o un interessato alla vicenda storica, queste parole sono dolce musica. Per gli altri, un invito a giocare a dama.

Nella foto, si può vedere il particolare dell'offensiva tedesca su Mosca del 1941. Stalin ha tenuto, ma le gravissime perdite subite gli saranno fatali nell'anno successivo.

Una volta terminato, arriva la parte più noiosa: rimettere a posto. Durante oltre un'ora si passano in rassegna ogni singolo soldato, carro armato, cannone ecc., sperando di non averne perso nessuno. Il wargame può quindi tornare sul suo scaffale a riprendere la polvere.

Oggetti

L'ANGOLO DEL COMUNISMO

comunismo

 

Una scrivania di lavoro ci dice tante cose del suo occupante: interessi, manie, pensieri, et ceterae.
Quella di papà, al di fuori degli oggetti di lavoro, ha queste chicche, e senza di queste non troverebbe la necessaria tranquillità per lavorare.
In bella evidenza, troviamo immagini ed oggetti riconducibili alla Germania Est ed all'Unione Sovietica, entità da tempo scomparse ma che in quella scrivania continuano a vivere.
Da sinistra:

- stemma (DDR-Staatswappen);

- modellino dell'automobile Trabant;

- modulo per dichiarare in frontiera denaro ed oggetti portati oltrecortina;

- ritratto di Walter Ulbricht, il famoso Segretario Generale della SED (Sozialistiche-Einheitspartei Deutschlands) che nell'estate del 1961 affermò che giammai avrebbe eretto muro alcuno (Niemand hat die Absicht, eine Mauer zu Errichten);

- macchina fotografica ZENIT E originale ma assolutamente non funzionante, salvo l'esposimetro perché è ad energia solare.

 

Anche i tedeschi hanno il senso dell'umorismo

LA VERA ORIGINE DI PAUL, IL POLIPO INDOVINO

Krake Paul

Questa vignetta, trovata su una web tedesca, mi ha fatto quasi soffocare dal ridere.
La carriera di oracolo del polipetto sarebbe cominciata tanto tempo fa, e sarebbe stato addirittura il responsabile principale dello scoppio della II Guerra Mondiale, avendo rassicurato il noto personaggio sul suo completo successo.


 

Giochi per l'estate II

PER CHI NON HA LA PLAYSTATION

Asteroids made by Neave Games

Ma anche per chi non ha la PSP, ne la WII, e compagnia bella.
Non fatevi intimorire, e cliccate YES. Questo è ASTEROIDS, anzi un suo clone, perché l'originale è quello di ATARI.
Io preferisco comunque questo, perché in quello dell'Atari bisognava mettere una monetina per giocarci una misera partitina.

 

Giochi per l'estate

È VECCHIO MA FUNZIONA ANCORA BENE

 

Space Invaders

Powered by: MySpace Games

Ci sono giochi che non tramonteranno mai, come questo SPACE INVADERS.
Anche se con la versione originale non andavate oltre il primo muro, con questa versione semplificata sarà diverso, e guadagnerete una navicella nuova ad ogni brigata nemica sconfitta.

Per chi si farà prendere la mano, una versione in miniatura sarà sempre disponibile in basso a sinistra.
 

Mondiali Sudafrica 2010

SECONDO IL BILD, IL MONDO INTERO STAREBBE ACCLAMANDO GLI EROI GERMANICI

germania argentina

In realtà avrei voluto commentare l'eventuale scempiaggine del quotidiano sportivo spagnolo Marca, ma questa volta il titolo di apertura è stato molto equilibrato. Forse è cambiato il direttore e non me ne sono accorto.
Ma per fortuna esiste il Bild, giornalazzo tedesco di taglio estremamente popolare. Popolare non solo perché in terza pagina, invece di cultura, parla di culi, ma anche perché è veramente il quotidiano nazionale più venduto in Germania.
I commenti del Bild, in realtà, non si sono fermati a questo. Spiegano chiaramente quale sarà il destino della Spagna, però non ho il coraggio di riportarli.

 

Oggetti convertiti

USI ALTERNATIVI DELLE VUVUZELAS

vuvu1vuvu2

In Germania, dopo la sconfitta ad opera della Serbia, non sono più tanto sicuri dei loro giovani. Solo negli anni '30 avevano presentato ai mondiali una selezione tanto giovane, e si sa che allora erano altri tempi. Anche perché eravamo sempre noi Italiani a vincere.
Si pone quindi il problema di cosa fare con tutti i milioni di vuvuzelas venduti, perché, si sa, i nostri vicini del nord sono un popolo di ecologisti, e non se la sentono di disperdere nell'ambiente così tante tonnellate di plastica.
Allora, con uno straordinario sforzo di ingegno, eccoci due possibili usi alternativi. Alternativi anche l'uno all'altro, perchè temo che il giovine delle foto abbia usato la stessa vuvuzela prima nella foto di sinistra e poi in quella di destra.

 

Oggetti

COSA VUOL DIRE VUVUZELA?

vuvuzela

Sono andato a vedere sul dizionario di lingua portoghese Aurélio ed ho trovato che è il diminutivo di Vuvu (si legge con l'accento sulla seconda u), che vuol dire rissa, confusione, rumore.

 

I cieli di Romagna


CESENA, LA MECCA DEGLI SCIACHIMISTI

Schie chimiche a Cesena

Sembra che l'unica istituzione pubblica in Italia che si sia occupata della fantomatica congiura delle scie chimiche, sia stato il consiglio comunale di Cesena qualche tempo fa.
Da allora, si vedono spesso arrivare forestieri dotati di binocolo ed altri strani aggeggi per osservare spettacoli come questi.
Da oggi, se ne possono stare tranquillamente a casa e rimanere ipnotizzati con questa foto. 

 

Ecologia alla tedesca


MI HANNO DATO UN "BUONO". COSA VUOL DIRE?

leergutbon

Chi viaggia in Germania non manca di notare che, comprando una bibita in bottiglia, al prezzo da pagare bisogna aggiungere qualche spicciolo per la cauzione, e che sarà possibile riavere riconsegnando il vuoto in un qualsiasi negozio di bibite della geografia tedesca.
In questo modo si è sicuri che il rifiuto non sarà abbandonato per strada, ed anche se così fosse, ci sarebbe sempre un vecchietto con la pensione minima (anche in Germania esistono) che lo raccoglierà ed incasserà la cauzione.
Questo sistema funziona davvero, e gli spiccioli depositati a Monaco possono meravigliosamente riapparire ad Amburgo.
Tuttavia questa regola non vale nelle stazioni di servizio Shell, dove, invece del contante (Bargeld)  danno un buono come quello rappresentato.
Mi è subito tornata alla mente una famosa sequanza di un altrettanto famoso film di Carlo Verdone.

 

Storia attuale

GIORGIO NAPOLITANO

Se il personaggio a sinistra lo conoscete tutti, quello a destra forse no, ma senza il contributo attivo di Paul von Hindenburg, quell’altro sarebbe rimasto soltanto un aspirante artista vagabondo austriaco con marcate tendenze omosessuali.
Generale Capo di Stato Maggiore durante la Prima Guerra Mondiale, divenne Presidente della Germania giusto in tempo per spianare la strada ad Adolf Hitler, prima nominandolo Cancelliere, poi firmandogli tutte le porcherie che gli chiedeva, ed infine lasciandogli in eredità il titolo di Presidente giusto poco prima di morire. Il seguito di questo film già lo conoscete.

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Due di troppoEcco il remake.
Sotto le mentite spoglie di simpatico vecchietto, si nasconde un grafomane incallito. Chissà se anche a lui ha avuto in cambio la bella fattoria in Prussia Orientale.

Le pazzie del presidente

ANCHE I GOVERNI POSSONO MANIFESTARE
MA È DEMOCRAZIA?

Salvelox IIIn genere, le manifestazioni di piazza sono promosse da soggetti per richiamare l’attenzione delle istituzioni su un tema determinato.
Quando sono le stesse istituzioni a promuoverle, allora, è fascismo puro.
L’Ultimo dei Belli, stavolta, inveisce contro certi tecnicismi della democrazia nei quali il suo movimento si trova invischiato.
Per un soggetto simile, infatti, la Costituzione non è altro che un tecnicismo, che prima si sopprime meglio è. Che si stia preparando l’incendio di Montecitorio?.
Per questo, si sta adoperando per organizzare una oceanica manifestazione di piazza.
Un inno come Meno Male che Silvio c’è, stavolta, è assolutamente inadeguato, da checche. Ci vuole qualcosa di più vigoroso e che esprima la forza di milioni di militanti che marciano brandendo la bandiera della loro Guida.
Quell’inno c’è: Horst-Vessel-Lied, altrimenti conosciuto come l’inno del Partito Nazista ai tempi di un’altro che, anche lui, credeva di essere l’ultimo dei belli.

Il testo è attualissimo: milioni uomini che marciano incamiciati, vittime dell’espansionismo comunista, e che pregustano il momento in cui il mondo sarà sotto una sola bandiera.
Per gli appassionati del karaoke, ecco il testo da imparare a memoria. Tra un po’ sarà obbligatorio:

Die Fahne hoch! Die Reihen fest geschlossen!
SA marschiert mit ruhig, festem Schritt.
Kam’raden, die Rotfront und Reaktion erschossen,
Marschier’n im Geist in unser’n Reihen mit.
Die Straße frei den braunen Batallionen.
Die Straße frei dem Sturmabteilungsmann!
Es schau’n aufs Hakenkreuz voll Hoffnung schon Millionen.
Der Tag für Freiheit und für Brot bricht an!
Zum letzten Mal wird schon Appell geblasen!
Zum Kampfe steh’n wir alle schon bereit!
Bald flattern Hitlerfahnen über alle Straßen.
Die Knechtschaft dauert nur mehr kurze Zeit!
Die Fahne hoch! Die Reihen fest geschlossen!
SA marschiert mit ruhig-festem Schritt.
Kameraden, die Rotfront und Reaktion erschossen,
Marschieren im Geist in unseren Reihen mit.


Parla Francesco

BENEDETTO CRAXI DETTO BETTINO

Benedetto detto Bettino


Quando sono nato, ho corso il grave rischio di vedermi affibbiato come secondo nome, "Benedetto", ma per fortuna papà si è opposto, dicendo: "mio figlio non si chiamerà mai come Craxi".
La televisione dice che è un eroe nazionale, ma per me era solo un ladro che è scappato in Africa per non andare in prigione.

Storia attuale

PREMIATA DITTA DUVALIER E FIGLIO

I tristi fatti legati al recente terremoto di Haiti ci pongono qualche domanda.
Perché Haiti è uno dei paesi più disastrati?, perché solo i paesi africani con una guerra civile stanno peggio di Haiti?.
Certo non sarà colpa loro, ma nella storia dell’umanità recente è difficile trovare una famiglia più orrenda e sanguinaria della Premiata Ditta François Duvalier e Figlio.
Il primo (il vecchiazzo della foto) arriva alla presidenza di Haiti nel 1957, ed improvvisamente quello che sembrava un’anima pia, quello che fino a quel momento era un bravo medico che si prodigava senza sosta per il benessere del suo popolo, si trasforma in un dracula mai visto.
Si dedica al saccheggio di Haiti con un’energia mai vista, eliminando fisicamente i suoi oppositori e le vittime più recalcitranti. Forse fa un po’ sorridere l’utilizzo del voudou (o come si scrive) come mezzo per assoggettare la popolazione, mentre suscitano vero orrore le azioni dei tristemente famosi Tonton Macoutes, istituiti nel 1959 con obiettivo di fare sembrare le SS dei francescani. Basti pensare che non ricevevano nessun salario, perché dovevano procurarsi da vivere derubando, angariando e torturando, la popolazione civile. A qualcosa dovevano servire infatti le armi d’ordinanza.
Gli Stati Uniti non fanno mancare nulla all’ex bravo medico, nella speranza vana che gli possa servire per contrastare Fidel Castro a Cuba. Così, i lauti emolumenti, si trasformano in macabri premi partita: più si ruba o si uccide, più dollari si incassa.
Nel 1971 il vecchio François Duvalier passa a miglior vita, e non c’è stregone che riesca a rianimarne il cadavere, ma per la povera Haiti non ci sono speranze: è pronto il grasso figlio Jean-Claude Duvalier, che riceve il più bel regalo per la sua da poco raggiunta maggiore età: essere il nuovo dittatore di Haiti.
Anche qui è meglio sorvolare sui dettagli. Infatti Baby Doc fa rimpiangere presto il padre Papà Doc, e nel 1986 è finalmente rovesciato da una rivolta popolare.
Allora si trasferisce con armi, bagagli, e soprattutto soldoni, in Francia, dove viene ricevuto con tutti gli onori e dove si stà godendo ancora i frutti dei suoi crimini.